Portare oltre, utilizzando tutte le risorse umane possibili: è questo che trasforma una tecnica in un'arte, in un do , cioè in una via d'evoluzione personale. È facoltà dell'operatore shiatsu scegliere il profilo del percorso da fare, tecnico, umano o entrambi. È bello lo shiatsu, in ogni caso valido, ma solo la Via, il do , permette di cogliere, viaggiare, esplorare la dimensione del corpo vissuto, empatizzare con le sue contorsioni, svelare le sue strategie compensatrici. In questo caso lo shiatsu diviene metafora ( meta = oltre, pherein = portare) ti porta oltre, come un equilibrista su un filo, fino a scoprire la sacralità del creato. Via che usa la tecnica come pentagramma e scrive l'umanità come musica: questo è lo shiatsu-do, la via dello shiatsu.
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