2 settembre 2011
Cosa ci rende diversi dagli altri? Quando ho cominciato a fare shiatsu, non avevo idea di
ciò che mi aspettasse, ero convinto di dover imparare una serie di nozioni, di
tecniche basate su una serie di modelli culturali e metodi sperimentati già
molto tempo prima da centinaia di operatori che negli anni hanno diffuso lo
shiatsu in Italia. Col tempo però mi sono reso conto che la situazione era ben
diversa da quella che mi era stata presentata all’inizio…Ma cos’ è successo
veramente? Come mai non sento più l’esigenza di seguire uno schema, di
utilizzare più tecniche possibili al fine di far fronte alle esigenze di coloro
che vengono trattati ? Oggi (dopo tanta pratica), durante i trattamenti mi sento
appagato, libero di danzare, divertito, leggero, o addirittura mi sembra di
tenere in braccio i miei figli mentre loro si addormentano nutriti dell’amore
che provo. Non vedo più uno schema , dei movimenti meccanici o delle sequenze,
vedo solo me stesso…la mia immagine…e cerco di essere trasparente, quasi
invisibile….di sentire e sentirmi…cercare un unica forma.Il bisogno di uke è
anche il mio bisogno, il suo dolore, le sue paure, la sua forma, fanno parte del
mio presente…io posso cambiare il corso di un fiume, deviarlo, ma lui continuerà
sempre la sua marcia verso un grande Mare aperto lasciando che lo stesso lo
accolga e lo renda parte di se'…Lasciamo che il nostro corpo sia acqua, e che il
Mare in cui abitiamo sia un Mare comune piuttosto che un enorme
Matassa.
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